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SUPERBONUS110% DI UNA RESIDENZA BIFAMIGLIARE

INTRODUZIONE

Il superbonus 110% vale anche per villette bifamiliari? Sì.

Oggi affrontiamo un intervento di una ristrutturazione importante di secondo livello di una villa bifamiliare dandole una nuova vita dal punto di vista energetico ed estetico, usufruendo delle agevolazioni fiscali previste dal Decreto Rilancio D.L. 34/2020.


DESCRIZIONE DELL'EDIFICIO ESISTENTE

L'edificio è situato in Lombardia nella provincia di Monza Brianza ed si sviluppa su tre piani fuori terra con una superficie in pianta di circa 100 mq. Il piano terra è adibito adautorimessa e cantine, mentre il piano primo e secondo sono adibite ad uso residenziale ( Appartamento 01 - Appartamento 02) e sono composti da n°2 camere da letto, n°2 bagni e soggiorno-cucina.


Per migliorarne la comprensione si può osservare la vista assonometrica.

Le strutture opache verticali e orizzontali sono composte da strutture in laterizio, i componenti trasparenti da telai in legno e vetri doppi, mentre la copertura da una struttura in legno.


L'impianto è di solo riscaldamento e acqua calda sanitaria, il generatore è una caldaia tradizionale che alimenta dei radiatori in ghisa.



Di seguito si possono osservare gli ambienti riscaldati e non.

- Piano terra non riscaldato














- Piano primo/secondo riscaldati

L'edificio risulta nel complesso poco efficiente e la sua classe energetica ante operam risulta G.

INTERVENTI REALIZZATI

L'intervento vuole essere un esempio di edilizia sostenibile, pertanto la scelta dei materiali è stata improntata sull'uso di componenti che diano garanzia di un alto grado d’isolamento termico, e che permettano un minor impatto ambientale sia nel corso del loro ciclo produttivo che del trasporto al cantiere.

Le strutture verticali verranno riqualificate con un cappotto termico, le strutture orizzontali verranno rese più performanti aggiungendo uno strato di isolante raggiungendo così le trasmittanze minime richieste dal SuperBonus per poterne usufruire.


Nelle unità abitative in oggetto sono previsti, come serramenti esterni, quelli con telaio in PVC. La loro stratigrafia prevede l’utilizzo di una doppia vetrocamera riempita con gas argon e triplo vetro. In questo modo sarà possibile avere dei serramenti di qualità che non comportino inutili fuoriuscite di calore o, per il periodo estivo di aria fresca, dall’abitazione. Le finestre sono tutte a un battente, e hanno le tapparelle per l’oscuramento.

Il cassonetto contenente le tapparelle è stato opportunatamente reso isolante, poiché altrimenti comporterebbe scambi di calore.


Di seguito vengono rappresentate le trasmittanze dell'involucro edilizio.



Per poter assicurare alle unità abitative un risparmio in termini di energia e contemporaneamente dar loro la possibilità di incidere nel minor modo possibile sull’ambiente, si è voluto predisporre per ogni unità una serie di impianti in grado di andare in questa direzione.


Nello specifico si è voluto predisporre un impianto fotovoltaico posto in copertura, in grado di assicurare 3.2 kW di picco ad ogni unità abitativa. I pannelli sono disposti con pendenza pari a quella della copertura, ossia 30°, sulla falda posta a sud, come vuole la buona regola.


Oltre ai pannelli fotovoltaici si è voluto dotare in ogni abitazione di una caldaia a condensazione (o ad alto rendimento), in grado di consumare meno anidride carbonica, in quanto è in grado di recuperare calore dai vapori e rilasciare nell’atmosfera un gas meno inquinante. La caldaia avrà la funzione di riscaldare l’acqua sanitaria e per l’impianto di riscaldamento.


L'edificio così realizzato post operam riusulta essere in classe C.

CONCLUSIONI

Il progetto è volto all’ottenimento di un edificio avente caratteristiche costruttive e particolari dotazioni impiantistiche tali da consentire un risparmio energetico consistente.

L’utilizzo di materiali ecocompatibili e riciclabili è un buon esempio di bioedilizia, giacché il carico con cui si va a operare sul territorio è minore rispetto a tecniche costruttive usate in passato, che si sono rivelate essere delle autentiche minacce all’ambiente, soprattutto per la difficoltà nello smaltimento del materiale di risulta o demolito.


Filippo Missaglia

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